Castello di Brivio
Indirizzo: Piazza Carlo Frigerio - 23883 Brivio (LC)
Attraversare l'Adda non è mai stato un'operazione semplice. Nei secoli passati i pionieri del medio corso dell'Adda si insediarono lungo le sponde in corrispondenza di punti strategici in cui fosse più semplice passare da una parte all'altra. Secondo alcuni studiosi, Brivio deriva da briva, che in celtico significa "passaggio"; non a caso, in epoca romana, qui sorse un castello a scopo difensivo. Il castello e il territorio circostante, probabilmente circondati da un fossato, nel X secolo, assieme ai castelli del Lavello e di Lecco, ebbero una grande importanza contro l'invasione da parte degli Ungari dell'Italia settentrionale. Proprietà prima dei conti di Lecco nel Novecento e dei vescovi di Bergamo nell'XI secolo, il castello fu un baluardo difensivo dei Visconti dal XIII al XV secolo.
Sono presenti due torri a pianta circolare e una con pianta quadrata e all'interno delle mura si trovano alcune are romane e una chiesetta medievale dedicata a san Giovanni. Nel XIX secolo, ormai abbandonato, fu ristrutturato e adibito a opificio serico gestito dapprima da Giuseppe Cantù, successivamente dalla ditta Gibert. Nel 1888 durante i lavori di manutenzione fu trovata una capsella (reliquiario) databile al V-VI secolo, che venne acquisita nel 1902 dal Museo del Louvre. Il Castello di Brivio è anche il titolo di un racconto storico scritto nel 1833 da Cesare Cantù che qui nacque il 5 dicembre 1804.
